“Lavorare manca”, in Italia…

A Bruxelles, martedì 14 ottobre, è stato presentato il nuovo libro di Diego Marani: storie di vita e lavoro di tre generazioni.

Un contributo personale da Raffaella Di Masi per Giovani Italiani Bruxelles.

Lavorare manca. In Italia. “Che novità!”, vi direte. Lavorare manca, in effetti, è un libro di Diego Marani, che parla proprio del lavoro che manca nel nostro Paese. Attraverso le storie di vita e di lavoro di tre generazioni, l’autore racconta come l’Italia, “La Repubblica fondata sul lavoro” della Costituzione, sia cambiata negli anni e come per molti ragazzi la fuga all’estero sia stata la soluzione possibile.

Di lavoro, di precariato e di fuga se ne è discusso a Bruxelles, martedì scorso: con l’autore sono intervenuti anche l’europarlamentare del gruppo S&D, Sergio Cofferati, ex sindacalista per la CGIL, di cui è stato segretario; Silvia Costa, europarlamentare S&D e presidente della Commissione Cultura e Istruzione del Parlamento Europeo, e Marco Zatterin, corrispondente de La Stampa a Bruxelles.

Il libro di  Marani non è altro che uno spaccato della vita e delle vicessitudini della nostra generazione, che si è trovata catapultata nel mondo del precariato e del lavoro atipico. Diversamente dalle generazioni precedenti – il nonno e il padre – dove il lavoro aveva una dimensione sociale definita, il figlio si ritrova immerso in una vita flessibile, precaria e senza sicurezze. In bilico. L’Italia che da Costituzione è una Repubblica fondata sul lavoro, in realtà per salvaguardarlo, il lavoro, non ha fatto niente. Complice è stata anche una mancanza di progettualità volta al futuro, il risultato è che per molti ragazzi italiani la fuga (non di cervelli, ma la fuga in generale), è stata l’unica soluzione possibile.

Oltre all’articolo 1, ricordiamo che la Costituzione Italia, nell’articolo 4, sottolinea che:

“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”.

Noi, Giovani Italiani Bruxelles, rivogliamo il lavoro, e le politiche giovanili, al centro del dibattito politico. E’ l’unico modo per fermare l’esodo e, tutto sommato, per rispettare la nostra Costituzione.

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Vecchia storia, nuovi emigrati: “una Barletta all’anno lascia l’Italia”

7/10/2014

Oggi la notizia e’ che in Italia aumentano gli emigrati e superano gli stranieri in arrivo. Questa infatti e’ una notizia che si ricicla da anni, come i dati Istat che “rivelano” ogni paio di mesi che la disoccupazione giovanile e’ “ai massimi storici”.

Purtroppo questa non e’ una notizia, e’ una storia vecchia che si ripete da decenni, da piu’ di cent’anni in Italia, sopprattuto nelle regioni del sud.

Nessuna sorpresa dunque per Giovani Italiani Bruxelles: i giovani continuano a lasciare il belpaese.

Secondo il rapporto Migrantes pubblicato oggi:

“la classe di età più rappresentata è quella che va da 18 a 34 anni (36,2%), seguita ds quella dei 35-49enni, a riprova di come la decisione di partire sia motivata in gran parte dalla crisi economica e dalla disoccupazione”.

E qui si parla solo dei dati ufficiali dell’AIRE (il registro degli italiani residenti all’estero). Sappiamo tutti che sono tanti, specialmente i giovani che provano a tentare la fortuna all’estero (o a “rubare il lavoro agli autoctoni” – dipendendo della tendenza política nel paese di arrivo), che non si iscrivono all’AIRE e la cifra reale sara’ sicuramente molto piu’ elevata.

Nel 2013 ne sono partiti 94.126 italiani (sempre ufficialmente) secondo il rapporto, cioé una popolazione equivalante a quella di una citta’ come Barletta (http://www.comuni-italiani.it/110/002/index.html ) in un anno.

Se continuasse cosi, l’Italia perderebbe quasi 1 milione di italiani nei prossimi 10 anni per via dell’emigrazione.

Una vera risposta política per frenare l’emigrazione giovanile non e’ ancora una priorita’ política in Italia.

Come italiani all’estero dobbiamo fare qualcosa, specialmente in una citta’ come Bruxelles, per stimolare l’attenzione política e possibili soluzioni a questo problema serio.

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Il commissario europeo Andor risponde a Giovani Italiani Bruxelles

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László Andor, il commissario europeo uscente responsabile dell’occupazione risponde a Giovani Italiani Bruxelles riguardo la ‘Garanzia Giovani’.

Dice che la misura UE per aiutare i giovani europei si deve focalizzare principalmente sugli under 25 – anche se in alcuni paesi come l’Italia e’ gia’ stata estesa fino a 29 anni.

Per Giovani Italiani Bruxelles maggiori risorse sono pero’ necessarie per il finanziamento di questa misura ed e’ fondamentale continuare a monitorarne l’attuazione a livello regionale e i suoi primi risultati.

Giovani Italiani Bruxelles e’ promotore della campagna #GaranziaOver25. Da mesi chiediamo al governo italiano di non limitare la fascia d’eta’ della misura UE ‘Garanzia per i Giovani’ solo ai giovani tra i 15 e i 24 anni.

La disoccupazione giovanile non si ferma infatti a 25 anni e i laureati italiani sono tra gli ultimi a compiere il passaggio dallo studio al lavoro in Europa.

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New youth association in Brussels: Young Italians Europe

A new youth organisation founded by young Italians in Brussels has been set up called Giovani Italiani Europa asbl (Young Italians Europe).

The association wants to promote the participation and representation of young Italian emigrants in the European, Italian and Belgian political debate. The association is independent and bipartisan, with no ties no any political party. It is registered under Belgian law as a not for profit association.

The organisation is looking to collaborate with other youth associations and participate in EU project calls.

The members of Giovani Italiani Europa have been active since January 2013, organising several events at the European Parliament on the youth guarantee scheme, youth mobility and political participation. This was carried as part of the campaign group Young Italians Brussels (Giovani Italiani Bruxelles) group, an official partner of the European Interns Day in 2014.

The association has a strong network of volunteer members based in the EU capital that have experience in project management, communications and advocacy.

Contact: info@giovanieuropa.org

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Giovani Italiani Bruxelles incontra l’europarlamentare Brando Benifei

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(Bruxelles, 24/07/2014) Giovani Italiani Bruxelles ha incontrato, ieri sera, l’europarlamentare del Partito Democratico Brando Benifei al Parlamento Europeo a Bruxelles. Questo e’ il primo di una serie di appuntamenti che GIB si propone di avere con i membri italiani del nuovo Parlamento Europeo.

Il deputato ha sostenuto la proposta di Giovani Italiani Bruxelles di creare un Ministro per le Politiche Giovanili in Italia. La proposta gia’ conta con il sostegno di altri eurodeputati del suo partito come Elly Schlein e Andrea Cozzolino (gruppo S+D).

Giovani Italiani Bruxelles, attiva dal gennaio 2013 sul tema delle politiche giovanili e dell’accesso al mercato del lavoro, ha da poco dato il via alla proposta #MinistroChi, volta a porre l’attenzione su una questione fondamentale: nell’epoca della crisi e della disoccupazione giovanile, in Italia, non esiste un Ministro della Gioventu’ e delle Politiche Giovanili, che si occupi in modo attivo, e reale, della questione.

In occasione della visita di Matteo Renzi a Bruxelles lo scorso mercoledi’ 16 luglio, Giovani Italiani Bruxelles ha pubblicato una lettera aperta all’attuale Presidente del Consiglio, manifestando, la necessita’ specifica di questa figura istituzionale. In parallelo, e’ stata aperta una sorta di vacancy, sulla falsariga delle pagine web di annuncio lavoro, nella quale vengono evidenziate le caratteristiche della posizione e della persona cercata.

Leggi la proposta

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#OCCUPYPLUX – Giovani Italiani Bruxelles sostiene lo European #InternsDay

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(18/07/2014) Oggi Giovani Italiani Bruxelles ha partecipato allo ‘European Interns Day’ davanti al Parlamento Europeo insieme a tante altre organizzazioni giovanili europee che insieme denunciano il vergognoso fenomeno degli stages non pagati.

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I dati

Il fenomeno del precariato e della disoccupazione giovanile non è trascurabile. Sono 5,7 milioni i ragazzi europei senza lavoro, mentre gli stagisti sono 4,5 milioni. Ma ciò che è preoccupante non è il fenomeno dello stage in sé, ma il fatto che molto spesso non sia retribuito (il 59% dei casi), che non sia regolamentato (il 40%) e che non presenti contenuti di approfondimento e formazione (per il 30%)

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L’ obiettivo dello European Interns Day e’ di sensibilizzare le istituzioni, e non solo, sulle tematiche che coinvolgono a livello trasversale i giovani europei, ossia il precariato e lo stage. Proposta: creare un quadro di riferimento comunitario per lo stage/tirocinio di qualità.

Programma Il programma della manifestazione e’ fitto: dalle 12.30 con l’assemblea pubblica “OccupyPlux” a cui seguirà un dibattito che si terrà al Parlamento Europeo e dove interverranno membri delle istituzioni e del terzo settore. Verrà, in questo frangente, presentata la “Label for quality internships”, un quadro di riferimento che garantisca lo stage di qualità. Il programma completo è disponibile qua: http://www.europeaninternsday.org/

E il mercato del lavoro in Italia? Come ben sappiamo non navighiamo in acque tranquille: ad oggi (stime Istat) i disoccupati under 25 sono il 43%, mentre il numero totale di disoccupati su tutto il territorio è pari a 3 milioni e 200 mila persone.  Più di una generazione rischia di trovarsi fuori da tutto, dall’istruzione e dal lavoro, immersi nell’incertezza e nel precariato.

E’ più che mai urgente che le istituzioni, italiane ed europee, agiscano. Ora.

Si stima che solo a Bruxelles siano presenti piu’ di 1500 stagisti, di questi molti non percepiscono nessun rimborso spese ed altri un rimborso spese che non e’ sufficiente neanche per coprire vitto e alloggio.

Giovani Italiani Bruxelles ritiene che  lo stage sia un momento formativo importante e necessario nel percorso di formazione di uno studente, non per questo pero’ si puo’ giustificare l’assenza di regolamentazione a cui assistiamo in questo momento, tenendo in considerazione la saturazione del mercato del lavoro e la recessione economica.

L’anno scorso abbiamo partecipato alla Sandwich Protest, durante la quale un centinaio di stagisti si sono ritrovati davanti al Parlamento Europeo per rivendicare condizioni di lavoro piu’ eque.

Organizzatori

L’iniziativa è organizzata da InternsGoPro, un network di organizzazioni giovanili insieme a  European Youth Forum, EPSA, Brussels Interns NGO (B!ngo), Project 668, JCI the heart of Europe and European Alternatives. Partner:: Génération Précaire, Erasmus Student Network, Stage Committee, AEGEE Europe, Think Young, Giovani Italiani Bruxelles, Geneva Interns Association, Generation Europe Foundation, Plattform Generation Praktikum, Confrontations Europe, AIESEC, Dinamo, Nie Robie Tego Za Darmo, IYPF, Interns Aware and MakeSense.

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#MinistroChi – vogliamo un Ministro per le Politiche Giovanili

 

Caro Matteo,

siamo “Giovani Italiani Bruxelles”, un’associazione nata nel gennaio 2013 per iniziativa di un gruppo di ragazzi italiani che vivono, appunto, nella capitale europea, un gruppo eterogeneo di lavoratori, professionisti, precari, stagisti e studenti e ci interessiamo di politiche giovanili concrete.

Il motivo di questa lettera è semplice: ti chiediamo un Ministro per le Politiche Giovanili.

Come lo vogliamo? Preferibilmente under 40, con comprovata esperienza nell’ambito delle politiche giovanili, competente e preparato/a e con ottima padronanza della lingua inglese: queste le caratteristiche che ci aspetteremmo di trovare nel rappresentante delle politiche giovanili presso le istituzioni governative italiane.  

Tante sono le opportunità da cogliere, in particolare a livello Europeo: l’Italia non può permettersi di farsele scappare o di lasciarle inutilizzate a causa della mancanza di persone  che se ne occupino. Il ripristino di un Ministero per le Politiche Giovanili, con un Ministro e un’équipe di persone competenti e giovani al suo servizio, può essere un segno e un’azione concreta della volontà di affrontare con serietà le problematiche giovanili. Soluzioni innovative sono possibili,  se c’è la volontà politica.

In seguito alle dimissioni di Josefa Idem – Ministro per le Pari opportunità, lo Sport e le Politiche Giovanili – nel giugno del 2013, la responsabilità per le politiche giovanili è passata di mano in mano ed è ricaduta ad oggi sotto il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, con delega al Sottosegretario Luigi Bobba. Riteniamo che aggiungere ai compiti del Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali anche la responsabilità di ideare e coordinare una strategia nazionale per le politiche giovanili, significhi congestionare i piani di lavoro delle autorità esistenti e sottostimare l’importanza della direzione delle politiche giovanili stesse.

Infatti, per quanto esse siano connesse al problema del lavoro, dell’occupazione e delle politiche sociali (che rimangono una priorità per i giovani del nostro Paese), la situazione dei giovani all’ingresso del mondo del lavoro è contraddistinta da problematiche peculiari che differiscono notevolmente da quelle del mondo del lavoro delle generazioni precedenti. Per questo motivo riteniamo indispensabile che sia costituita un’equipe che si dedichi a queste problematiche.

E allora perchè non creare un Ministro per i Giovani?

Un’azione credibile per migliorare la situazione attuale richiede impegno a partire dalle risorse umane. Visto il contingentamento del personale a cui è sottoposto il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, e vista l’assenza di un vero e proprio Ministro dedicato alle Politiche Giovanili, non vediamo da parte di questo Governo – al di là delle sue dichiarazioni di essere il governo del ringiovanimento e delle riforme – un reale impegno verso la generazione di cui si dice farsi promotore. Siamo lieti di avere per la prima volta un Presidente del Consiglio under 40 e ci aspettiamo da te, caro Matteo, un serio e visibile impegno a mettere la nuova generazione al centro del rinnovamento italiano, attraverso un dispiegamento di risorse e di persone competenti ed efficienti per le Politiche Giovanili.

 

Vacancy – Ministro per le politiche giovanili

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Descrizione delle mansioni:

- Coordinare le politiche giovanili in Italia

- Collaborare con altri ministri della Repubblica, quali quello dell’Istruzione e del Lavoro

- Disponibilità ad effettuare frequenti viaggi a Bruxelles e in altre capitali europee

- Rispondere al Presidente del Consiglio

 

Requisiti:

- Comprovata esperienza nel settore delle politiche giovanili

- Laurea specialistica in rilevante materia di interesse, come scienze politiche e sociali, giurisprudenza, economia, studi europei

- Perfetta padronanza della lingua italiana

- Ottima padronanza della lingua inglese

- Gradita conoscenza di un’altra lingua ufficiale dell’Unione Europea

- Capacità di lavorare in team e in situazioni di stress

- Disponibiltà ad orari flessibili in base al carico di lavoro

- Ottima capacità di comunicazione e di gestione dei rapporti interpersonali

- Preferibilmente under 40

 

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