New youth association in Brussels: Young Italians Europe

A new youth organisation founded by young Italians in Brussels has been set up called Giovani Italiani Europa asbl (Young Italians Europe).

The association wants to promote the participation and representation of young Italian emigrants in the European, Italian and Belgian political debate. The association is independent and bipartisan, with no ties no any political party. It is registered under Belgian law as a not for profit association.

The organisation is looking to collaborate with other youth associations and participate in EU project calls.

The members of Giovani Italiani Europa have been active since January 2013, organising several events at the European Parliament on the youth guarantee scheme, youth mobility and political participation. This was carried as part of the campaign group Young Italians Brussels (Giovani Italiani Bruxelles) group, an official partner of the European Interns Day in 2014.

The association has a strong network of volunteer members based in the EU capital that have experience in project management, communications and advocacy.

Contact: info@giovanieuropa.org

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Giovani Italiani Bruxelles incontra l’europarlamentare Brando Benifei

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(Bruxelles, 24/07/2014) Giovani Italiani Bruxelles ha incontrato, ieri sera, l’europarlamentare del Partito Democratico Brando Benifei al Parlamento Europeo a Bruxelles. Questo e’ il primo di una serie di appuntamenti che GIB si propone di avere con i membri italiani del nuovo Parlamento Europeo.

Il deputato ha sostenuto la proposta di Giovani Italiani Bruxelles di creare un Ministro per le Politiche Giovanili in Italia. La proposta gia’ conta con il sostegno di altri eurodeputati del suo partito come Elly Schlein e Andrea Cozzolino (gruppo S+D).

Giovani Italiani Bruxelles, attiva dal gennaio 2013 sul tema delle politiche giovanili e dell’accesso al mercato del lavoro, ha da poco dato il via alla proposta #MinistroChi, volta a porre l’attenzione su una questione fondamentale: nell’epoca della crisi e della disoccupazione giovanile, in Italia, non esiste un Ministro della Gioventu’ e delle Politiche Giovanili, che si occupi in modo attivo, e reale, della questione.

In occasione della visita di Matteo Renzi a Bruxelles lo scorso mercoledi’ 16 luglio, Giovani Italiani Bruxelles ha pubblicato una lettera aperta all’attuale Presidente del Consiglio, manifestando, la necessita’ specifica di questa figura istituzionale. In parallelo, e’ stata aperta una sorta di vacancy, sulla falsariga delle pagine web di annuncio lavoro, nella quale vengono evidenziate le caratteristiche della posizione e della persona cercata.

Leggi la proposta

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#OCCUPYPLUX – Giovani Italiani Bruxelles sostiene lo European #InternsDay

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(18/07/2014) Oggi Giovani Italiani Bruxelles ha partecipato allo ‘European Interns Day’ davanti al Parlamento Europeo insieme a tante altre organizzazioni giovanili europee che insieme denunciano il vergognoso fenomeno degli stages non pagati.

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I dati

Il fenomeno del precariato e della disoccupazione giovanile non è trascurabile. Sono 5,7 milioni i ragazzi europei senza lavoro, mentre gli stagisti sono 4,5 milioni. Ma ciò che è preoccupante non è il fenomeno dello stage in sé, ma il fatto che molto spesso non sia retribuito (il 59% dei casi), che non sia regolamentato (il 40%) e che non presenti contenuti di approfondimento e formazione (per il 30%)

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L’ obiettivo dello European Interns Day e’ di sensibilizzare le istituzioni, e non solo, sulle tematiche che coinvolgono a livello trasversale i giovani europei, ossia il precariato e lo stage. Proposta: creare un quadro di riferimento comunitario per lo stage/tirocinio di qualità.

Programma Il programma della manifestazione e’ fitto: dalle 12.30 con l’assemblea pubblica “OccupyPlux” a cui seguirà un dibattito che si terrà al Parlamento Europeo e dove interverranno membri delle istituzioni e del terzo settore. Verrà, in questo frangente, presentata la “Label for quality internships”, un quadro di riferimento che garantisca lo stage di qualità. Il programma completo è disponibile qua: http://www.europeaninternsday.org/

E il mercato del lavoro in Italia? Come ben sappiamo non navighiamo in acque tranquille: ad oggi (stime Istat) i disoccupati under 25 sono il 43%, mentre il numero totale di disoccupati su tutto il territorio è pari a 3 milioni e 200 mila persone.  Più di una generazione rischia di trovarsi fuori da tutto, dall’istruzione e dal lavoro, immersi nell’incertezza e nel precariato.

E’ più che mai urgente che le istituzioni, italiane ed europee, agiscano. Ora.

Si stima che solo a Bruxelles siano presenti piu’ di 1500 stagisti, di questi molti non percepiscono nessun rimborso spese ed altri un rimborso spese che non e’ sufficiente neanche per coprire vitto e alloggio.

Giovani Italiani Bruxelles ritiene che  lo stage sia un momento formativo importante e necessario nel percorso di formazione di uno studente, non per questo pero’ si puo’ giustificare l’assenza di regolamentazione a cui assistiamo in questo momento, tenendo in considerazione la saturazione del mercato del lavoro e la recessione economica.

L’anno scorso abbiamo partecipato alla Sandwich Protest, durante la quale un centinaio di stagisti si sono ritrovati davanti al Parlamento Europeo per rivendicare condizioni di lavoro piu’ eque.

Organizzatori

L’iniziativa è organizzata da InternsGoPro, un network di organizzazioni giovanili insieme a  European Youth Forum, EPSA, Brussels Interns NGO (B!ngo), Project 668, JCI the heart of Europe and European Alternatives. Partner:: Génération Précaire, Erasmus Student Network, Stage Committee, AEGEE Europe, Think Young, Giovani Italiani Bruxelles, Geneva Interns Association, Generation Europe Foundation, Plattform Generation Praktikum, Confrontations Europe, AIESEC, Dinamo, Nie Robie Tego Za Darmo, IYPF, Interns Aware and MakeSense.

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#MinistroChi – vogliamo un Ministro per le Politiche Giovanili

 

Caro Matteo,

siamo “Giovani Italiani Bruxelles”, un’associazione nata nel gennaio 2013 per iniziativa di un gruppo di ragazzi italiani che vivono, appunto, nella capitale europea, un gruppo eterogeneo di lavoratori, professionisti, precari, stagisti e studenti e ci interessiamo di politiche giovanili concrete.

Il motivo di questa lettera è semplice: ti chiediamo un Ministro per le Politiche Giovanili.

Come lo vogliamo? Preferibilmente under 40, con comprovata esperienza nell’ambito delle politiche giovanili, competente e preparato/a e con ottima padronanza della lingua inglese: queste le caratteristiche che ci aspetteremmo di trovare nel rappresentante delle politiche giovanili presso le istituzioni governative italiane.  

Tante sono le opportunità da cogliere, in particolare a livello Europeo: l’Italia non può permettersi di farsele scappare o di lasciarle inutilizzate a causa della mancanza di persone  che se ne occupino. Il ripristino di un Ministero per le Politiche Giovanili, con un Ministro e un’équipe di persone competenti e giovani al suo servizio, può essere un segno e un’azione concreta della volontà di affrontare con serietà le problematiche giovanili. Soluzioni innovative sono possibili,  se c’è la volontà politica.

In seguito alle dimissioni di Josefa Idem – Ministro per le Pari opportunità, lo Sport e le Politiche Giovanili – nel giugno del 2013, la responsabilità per le politiche giovanili è passata di mano in mano ed è ricaduta ad oggi sotto il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, con delega al Sottosegretario Luigi Bobba. Riteniamo che aggiungere ai compiti del Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali anche la responsabilità di ideare e coordinare una strategia nazionale per le politiche giovanili, significhi congestionare i piani di lavoro delle autorità esistenti e sottostimare l’importanza della direzione delle politiche giovanili stesse.

Infatti, per quanto esse siano connesse al problema del lavoro, dell’occupazione e delle politiche sociali (che rimangono una priorità per i giovani del nostro Paese), la situazione dei giovani all’ingresso del mondo del lavoro è contraddistinta da problematiche peculiari che differiscono notevolmente da quelle del mondo del lavoro delle generazioni precedenti. Per questo motivo riteniamo indispensabile che sia costituita un’equipe che si dedichi a queste problematiche.

E allora perchè non creare un Ministro per i Giovani?

Un’azione credibile per migliorare la situazione attuale richiede impegno a partire dalle risorse umane. Visto il contingentamento del personale a cui è sottoposto il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, e vista l’assenza di un vero e proprio Ministro dedicato alle Politiche Giovanili, non vediamo da parte di questo Governo – al di là delle sue dichiarazioni di essere il governo del ringiovanimento e delle riforme – un reale impegno verso la generazione di cui si dice farsi promotore. Siamo lieti di avere per la prima volta un Presidente del Consiglio under 40 e ci aspettiamo da te, caro Matteo, un serio e visibile impegno a mettere la nuova generazione al centro del rinnovamento italiano, attraverso un dispiegamento di risorse e di persone competenti ed efficienti per le Politiche Giovanili.

 

Vacancy – Ministro per le politiche giovanili

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Descrizione delle mansioni:

- Coordinare le politiche giovanili in Italia

- Collaborare con altri ministri della Repubblica, quali quello dell’Istruzione e del Lavoro

- Disponibilità ad effettuare frequenti viaggi a Bruxelles e in altre capitali europee

- Rispondere al Presidente del Consiglio

 

Requisiti:

- Comprovata esperienza nel settore delle politiche giovanili

- Laurea specialistica in rilevante materia di interesse, come scienze politiche e sociali, giurisprudenza, economia, studi europei

- Perfetta padronanza della lingua italiana

- Ottima padronanza della lingua inglese

- Gradita conoscenza di un’altra lingua ufficiale dell’Unione Europea

- Capacità di lavorare in team e in situazioni di stress

- Disponibiltà ad orari flessibili in base al carico di lavoro

- Ottima capacità di comunicazione e di gestione dei rapporti interpersonali

- Preferibilmente under 40

 

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La vera sfida della Presidenza italiana: mettere i giovani al centro

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Chissà se Matteo Renzi, che ha da poco inaugurato il semestre italiano di Presidenza europea, riuscirà a cambiare qualcosa.

Ogni sei mesi uno dei 28 stati membri dell’Unione prende in mano la Presidenza europea e a Bruxelles ci siamo abituati alla solita routine: evento di apertura (qualche cocktail, per chi è invitato), dichiarazioni di politici nazionali, slogan nelle sale stampa del Consiglio Europeo come “ci vuole più crescita” o “una politica per il lavoro” appena prima che il presidente di turno si chiuda in macchina di nuovo in direzione aereoporto.

E poi, purtroppo, cambia poco. Anzi, non cambia niente. Non vediamo nè crescita nè una política per il lavoro efficace. E cosi è stato negli ultimi anni di austerità in Europa.

Adesso tocca all’Italia: è ora di cambiare tendenza. Vorremmo ricordare al governo e a tutti i nuovi parlamentari europei che la vera sfida di questa Presidenza europea dell’Italia è quella di promuovere un piano serio e di lungo termine per combattare la disoccupazione giovanile in Europa. La Garanzia Giovani è stata un primo passo, un ammortizzatore temporaneo, ma non all’altezza del problema.

La disoccupazione giovanile è ai massimi storici in Italia e intere generazioni di giovani stanno emigrando all’estero.

Se l’Italia non userà il suo turno di Presidenza come un’occasione per dare priorità alle politiche giovanili a livello europeo, quando mai lo farà?

Se non lo fate, politici, questa volta non vi perdoneremo. Stiamo parlando del futuro della nostra generazione e non ci accontenteremo di parole o frasi fatte.

Un futuro che non deve essere marchiato dalla precarietà assoluta. Dal non poter progettare la propria vita a lungo termine perche’ le condizioni lavorative sono instabilissime e non permettono di crescere professionalmente ma sopratutto personalmente.

Chi puo’ pensare a costruire una famiglia se non si ha nessuna garanzia di stabilita’ professionale/economica a breve termine?

I giovani di oggi non vedono certezze nel loro futuro  più in la’ di uno o due mesi certe volte.

Non puoi progettare perche’ tutto puo’ capovolgersi da un giorno con l’altro.

Abbiamo bisogno di politici seri e impegnati che ci rappresentino e portino questa grande emergenza al centro del dibattito politico.

Ribadiamo le ‘proposte per un’Europa giovane’ presentate nel nostro documento#AppelloEuropa –  che include punti su:

  • una maggiore attenzione per le politiche giovanili,
  • un uso  più efficace e trasparente dei fondi europei,
  • maggiore protezione e miglioramento della mobilità europea
  • la necessità di avere politici preparati e qualificati.

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Lettera ai nuovi europarlamentari

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Gentile Onorevole,

La disoccupazione giovanile e’ ai massimi storici in Italia e’ un’intera generazione di giovani stanno emigrando sempre di piu’ all’estero.

Per questo l’anno scorso abbiamo creato Giovani Italiani Bruxelles, un’iniziativa indipendente, apartitica, senza finanziamenti e volontaria volta a chiedere politiche concrete per i giovani italiani.

L’iniziativa è stata lanciata a gennaio 2013 da ragazzi italiani che vivono nella capitale politica europea. Siamo stagisti, lavoratori precari e professionisti, disoccupati e studenti.

Proposte

In questo anno e mezzo di lavoro, abbiamo lavorato sull’elaborazione di proposte concrete per fare sentire la voce dei giovani italiani all’estero.

  • Un’iniziativa di gran successo è stata la campagna #Garanziaover25, attraverso cui abbiamo chiesto al governo italiano di non limitare la fascia d’età della misura UE ‘Garanzia per i  Giovani’  solo ai giovani tra i 15 e i 24 anni, ma di estenderla agli under 29. L’appello é stato sostenuto da diversi eurodeputati italiani appartenenti ai principali gruppi politici.

  • La pubblicazione di #AppelloEuropa – ‘proposte per un’Europa giovane’ un documento che comprendeva punti su: una maggiore attenzione per le politiche giovanili, un piu’ efficace e trasparente uso dei fondi europei, proteggere e migliorare la mobilita’ europea e ribadire la necessita’ di avere politici preparati e qualificati (campagna #ParlamentareChi).

Collaborazioni ed eventi

Durante la precedente legislatura europea, abbiamo collaborato con diversi membri italiani del Parlamento Europeo provenienti da diversi schieramenti politici. Ci teniamo a ricordare che l’iniziativa é apartitica, poiché dare priorità ai giovani va al di là di qualsiasi schieramento politico.

Tra queste collaborazioni, ricordiamo l’organizzazione di due eventi al Parlamento Europeo:

Recentemente abbiamo organizzato dei dibattiti pre-elettorali per le elezioni europee:

La presente è per invitarLa a conoscerci e valutare insieme le possibilità di collaborazione durante il corrente mandato parlamentare 2014-2019.

Noi,  crediamo fermamente nelle potenzialità del nostro Paese e dei suoi giovani e vogliamo che il nostro Paese torni a credere in se stesso. Chiediamo di lavorare insieme, per ricostruire il nostro futuro e quello dell’Italia.

Speriamo di trovare in Lei un orecchio attento e sensibile alla situazione dei giovani italiani, appartenenti ad una generazione ricca di talento e impaziente di realizzarsi.

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Parte la web serie dei Giovani italiani all’estero – Emergency Exit Doc

Abbiamo il piacere di pubblicare la prima parte della web serie di Emergency Exit della giovane regista Brunella Fili. 

http://www.emergencyexit.it/

La prima tappa della serie web è Bruxelles, ed i protagonisti sono : Nicola da Brindisi (pianista jazz), Giuseppe da Grottaglie (sales manager per un’azienda italiana a Bruxelles), Pietro da Casarano (titolare del bar Caffè Italiano) ed infine e Daniel e Francesca (fondatori di Giovani Italiani a Bruxelles) che hanno invitato il team di ‘Emergency Exit’ al Parlamento Europeo, a presentare il documentario, durante una tavola rotonda tra Europarlamentari e giovani italiani emigrati a Bruxelles.

EMERGENCY EXIT – Giovani italiani all’estero – La serie – 01. Bruxelles from Emergency Exit Docutrip on Vimeo.

Patrizia archeologa nel Regno Unito; Camilla, commessa in Norvegia, Nicola insegnante in Spagna, Anna veterinaria in Austria, Mauro musicista jazz in Francia, Chiara project manager al Moma di New York.

Sono solo alcuni dei giovani italiani che si stanno costruendo un futuro all’estero, ai quali ha dato voce Brunella Filì in ‘Emergency Exit, il ‘docutrip’ presentato al Festival del Cinema Europeo di Lecce. Dal film documentario, prossimamente in uscita nelle sale, si sta sviluppando, grazie alla vittoria del bando della Regione Puglia, Principi Attivi 2012, e al sostegno dell’Ufficio Pugliesi nel Mondo, anche una versione in forma di serie web a episodi, in cui altri ragazzi italiani – e soprattutto pugliesi – emigrati all’estero potranno condividere le loro esperienze.

”L’idea era fare tappa in sei città del mondo e raccontare queste storie di ‘piccoli esili’ – spiega la regista, pugliese classe 1982 – “Sono partita zero-budget’ prendendo la mia telecamera e andando a Vienna dalla mia conterranea Anna. Dopo, ho deciso di lanciare il progetto sulla piattaforma di crowdfunding Indiegogo e abbiamo avuto un’attenzione inaspettata”. Infatti la produttrice americana Beth di Santo, nipote di emigrati italiani ha deciso di co-finanziare il film, al quale hanno dedicato spazio anche testate internazionali come Bbc e The Guardian , oltre che nazionali come Internazionale, Ansa, La Stampa, Rai News 24 e Rai 3 Agorà.
Ora la serie web ”permetterà di arricchire l’affresco – aggiunge la regista – ripercorrendo altre storie, a ritroso, riportando le voci lontane dei giovani expats qui, in Italia e in Puglia, dove ho avuto la possibilità di tornare e fondare la mia casa di produzione Officinema Doc, insieme alla mia amica Lucia Crollo. Molti italiani all’estero si confrontano, fanno proposte, sperano un giorno di poter tornare”, afferma la regista.
E se il film si apre con le immagini degli emigrati italiani in Svizzera degli anni’50 ’60, seguite dalle dichiarazioni dei politici italiani, da Berlusconi a Monti, sulla ‘fuga di cervelli’, come contraltare arrivano i volti, di laureati, studenti, ricercatori, ragazzi in cerca di un’opportunità, che dopo precariato e disoccupazione in Italia hanno scelto di andarsene. Si ricorda infatti che oltre 100.000 giovani italiani (under 35) sono andati a vivere all’estero dal 2010, il 70% sono laureati.

Nella serie web la regista, ritornata a casa, racconta il suo viaggio alla ricerca dei giovani che hanno lasciato l’Italia, ricordando, riascoltando, riflettendo, ridando loro spazio nel dibattito sui giovani. Nel tentativo sincero di riconciliare queste storie di affermazione altrove con il qui ed ora di casa nostra e, di riflesso, di tutta l’Italia.
Per tutti i futuri appuntamenti e gli aggiornamenti sulle prossime puntate seguite Emergency Exit sulla pagina FB e sul sito ufficiale.

 

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