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Raccolta articoli dal 20/02/2015 al 27/02/2015

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Raccolta articoli dal 12/02/2015 all’ 19/02/2015

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Continua il nostro monitoraggio…

Raccolta articoli dal 05/02/2015 all’ 11/02/2015 :                                                         http://giovanibruxelles.org/monitoraggio/raccolta-articoli-dal-05022015-all-11022015/

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La libertà di circolazione in Europa: un’ opportunità per i cittadini UE

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Un contributo da Pamela Preschern per Giovani Italiani Bruxelles

Dopo aver affrontato il tema con un’intervista al Professore Lafleur dell’Università di Liegi lo scorso febbraio (http://giovanibruxelles.org/2014/02/03/nuova-emigrazione-in-belgio-e-i-limiti-della-cittadinanza-europea/) e poi nuovamente in occasione delle imminenti elezioni europee dello scorso anno (http://giovanibruxelles.org/2014/05/23/per-noi-leuropa-e-unopportunita-generazione-erasmus-andate-a-votare/),  Giovani Italiani a Bruxelles torna sulla libertà di movimento.

Martedì 27 gennaio il Comitato economico e sociale e la European Throughout the World, una Federazione di  associazioni nazionali che si occupano di questioni riguardanti i residenti all’estero, hanno organizzato un evento sulla libertà di circolazione in Europa, in collaborazione con la Presidenza lettone del Consiglio dell’Unione europea. Presenti come relatori alcuni funzionari della Commissione europea, in particolare della DG Giustizia e della DG Occupazione, Affari sociali e inclusione, ma anche rappresentanti di ONG, consulenti e ricercatori universitari.

Tutti sono stati concordi nel definire la libertà di movimento un diritto fondamentale da salvaguardare oltre che, come confermano anche i dati dell’Eurobarometro,  il maggiore successo della costruzione europea.  Nel corso dell’evento hanno ribadito  più volte che la libertà di circolazione delle persone all’interno del territorio europeo  deve esser considerata come un’opportunità e non come una minaccia.

La prima sessione dell’incontro ha avuto l’obiettivo di chiarire l’agenda delle istituzioni europee relativamente al tema dell’evento, in particolare quella dell’attuale Presidenza lettone del Consiglio europeo e della Commissione europea.

Il Sottosegretario agli Affari Esteri della Lettonia, Zanda Kalnina-Lukasevica ha difeso la libertà di circolazione per i cittadini europei opponendosi a ogni tipo di discriminazione. Allo stesso tempo, però, ha tenuto a precisare che occorre combatterne l’abuso, impedendo che si trasformi in un  “benefit tourism”, ossia in un pretesto per beneficiare gratuitamente delle prestazioni economiche,  sociali e sanitarie di un altro paese. Durante il semestre europeo la Lettonia si impegnerà per promuovere la mobilità dei lavoratori e contrastare gli abusi del diritto mediante un miglior coordinamento dei sistemi di sicurezza sociali nazionali, come anche indicato nel Labour Mobility Package (la normativa sulla mobilità dei lavoratori), la cui adozione da parte della Commissione europea è prevista per la fine del 2015.

Si è poi discusso delle misure intraprese Commissione europea in materia, tra cui la Direttiva 2014/54/EU in materia di semplificazione dell’esercizio del diritto di libera circolazione delle persone, adottata lo scorso maggio e la raccomandazione che la Commissione europea ha rivolto nel gennaio 2014 agli Stati membri che negano ai cittadini residenti all’estero il diritto di voto alle elezioni nazionali.

E’stato quindi affrontato il tema della libertà di circolazione in termini di vantaggi e svantaggi, sia per il paese ospitante che per quello di origine. Quanto ai primi, si sono messe in evidenza  l’acquisizione di nuove competenze, la riduzione della carenza di manodopera e la crescita del PIL, essendo i lavoratori immigrati dei contribuenti netti alle finanze pubbliche del paese ospitante. Per il paese di origine, invece, i benefici dipenderebbero dalle rimesse dei cittadini residenti all’estero e di capitale umano qualificato, qualora questi decidano di fare ritorno nel loro paese.

Passando agli oneri, quelli del paese ospitante consisterebbero nella pressione  sui  servizi assistenziali, nelle difficoltà di integrazione socio-economica dei lavoratori e nel  cosiddetto “social dumping”, secondo cui gli stranieri sono spesso soggetti a contratti precari, remunerazioni inferiori al salario minimo legale e simili pratiche illegali. Anche i paesi di origine risentirebbero degli effetti negativi  mobilità dei lavoratori, sia sul piano economico (in termini di riduzione del PIL), che umano  (con la cosiddetta “fuga di cervelli”).

Dati emersi da studi e ricerche dimostrano poi come la libertà di circolazione interessi i paesi europei in modo disomogeneo. La strategia migliore, pertanto, sembra quella di agire a livello locale,  attribuendo alle realtà locali competenze e risorse aggiuntive.

Negli ultimi dieci anni emerge un cambio dell’intensità della migrazione intra-europea e della tipologia dei flussi.   Appare infatti in calo rispetto al 2004, l’anno del grande allargamento europeo, l’emigrazione  dai paesi dell’Est Europa e in aumento quella di altri paesi soprattutto Italia, Portogallo e Spagna, che “esportano” prevalentemente  cittadini con livello di istruzione elevato. Le statistiche, tuttavia, non sono sempre sono affidabili, a causa di una diffusa sottostima, del ritardo nella raccolta dei dati, dell’assenza di statistiche su base locale relative agli arrivi e alle partenze, ma anche dell’inefficienza delle pratiche di registrazione e de-registrazione e dell’esistenza di varie forme di mobilità.

Nella parte conclusiva si e’ discusso delle strategie più adatte per combattere l’allarmismo che la libera circolazione ha causato in alcuni paesi. Sono stati presi ad esempio la Svizzera, il Belgio e il Regno Unito, paesi in cui i flussi di immigrazione hanno suscitato, e continuano a suscitare, preoccupazioni se non ostilità.

In Svizzera la libertà di movimento è ritenuta una minaccia. Le proposte discriminatorie avanzate nel paese, tra cui quella di introdurre quote per gli immigrati, non trovano giustificazione nella realtà dei fatti: guardando ai numeri, la presenza di lavoratori di altri paesi non ha determinato un aumento del tasso di disoccupazione degli svizzeri, né causato fenomeni di “benefit tourism”. Si tratta pertanto più di una questione di percezione  piuttosto che di un problema reale.

Dalla Svizzera si è passati al Belgio. Le politiche restrittive in tema di accesso alle misure di protezione sociale, la discriminazione verso alcune nazionalità e la reticenza nell’assumere lavoratori di altri Stati, ritenuti un fardello insostenibile per le finanze pubbliche, fanno del Belgio uno dei paesi più ostili verso gli stranieri.

Diversi relatori hanno fatto riferimento anche alla Gran Bretagna, dove “benefit tourism” è un termine molto ricorrente e dove lo stesso Primo Ministro, David Cameron, ha manifestato più volte la sua contrarietà alla libertà di movimento, definendola un pretesto utilizzato da chi è in cerca di lavoro per rivendicare diritti e benefici nei confronti dei datori di lavoro.

Alla luce di questo scenario sembra che occorra ricorrere a due approcci  complementari per evitare che la libertà di movimento sia messa in discussione: agire in modo concreto, con misure volte a ad armonizzare la legislazione a livello comunitario e comunicare in modo visibile ed efficace i benefici che l’esercizio di questo diritto comporta.

Le conclusioni di questo ampio dibattito saranno trasmesse alla prossima Conferenza sul tema che si terrà a Riga l’ 11 e il 12 maggio prossimi. Con il semestre europeo in conclusione, questa potrà essere un’ottima occasione per la Lettonia di mostrare all’Europa se, e in che misura, i progressi auspicati sono stati realizzati.

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Reazione: La Commissione Juncker mobilita un miliardo di euro per i giovani disoccupati

(Bruxelles 04/02/2015)

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Per Giovani Italiani Bruxelles:

E’ positivo che la Comissione europea aumenti le risorse per combattere la disoccupazione giovanile (http://europa.eu/rapid/press-release_IP-15-4100_it.htm)

Purtroppo pero’ in Italia la buona gestione dei finanziamenti europei rimane ancora una chimera: clientelismi e corruzione hanno ripetutamente tolto risorse preziose ai giovani costringendoli a lasciare il paese in cerca di lavoro. E questo e’ inaccettabile.

Giovani Italiani Bruxelles accoglie con favore la proposta della Commissione europea di mobilitare finanziamenti aggiuntivi per affrontare la disoccupazione giovanile.

Ripetutamente abbiamo sottolineato che i finanziamenti a livello nazionale per combattere la disoccupazione giovanile non erano sufficienti. Nel caso dell’Italia gli scarsi risultati sono stati determinati dalla disomogenea attuazione delle misure attuate a livello regionale. Il sistema degli uffici per l’impiego ha funzionato nel passato -e in alcuni casi ancora oggi- in modo poco efficiente e producendo solo grandi sprechi e pochi risultati concreti.

Un prefinanziamento accelerato (o un vero e proprio ri-finanziamento) e’ un’ottima notizia ma deve anche fare riflettere su i possibili risvolti, in un paese come l’Italia dove la pubblica amministrazione spesso non e’ all’altezza del monitoraggio dei fondi, della loro adeguata ripartizione e della promozione dei loro risultati.

Se questa proposta verra’ votata da Parlamento europeo e dal Consiglio chiediamo al governo e alle istituzioni locali e regionali italiane di attuarla  -come per la Garazia Giovani-  in modo corretto in tutti le regioni e fare in modo che non si verifichino disuguaglianze.

Giovani Italiani Bruxelles si fa voce degli italiani all’estero nella città da cui è partita la misura perchè abbia un impatto positivo su chi ancora non è partito e non deve essere costretto a lasciare il proprio paese per mancanza di opportunità.

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Monitoraggio

Presse_Buehne

Questa sezione del sito è dedicata alla raccolta periodica di articoli inerenti a :

  1. Occupazione giovanile e politiche per l’impiego (Garanzia Giovani, Piano Giovani, Jobs Act etc.)
  2. Mobilità e politiche sull’immigrazione in Europa (Libertà di circolazione, situazione espulsioni etc.)

Gli articoli selezionati sono di 3 tipi:

  • Pubblicazioni tecnico-scientifiche
  • Testate  nazionali e locali
  • Blog

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#AntiPasta Party – 28/01/2015, 19:00, Zonneklop bar

2° Anniversario di Giovani Italiani Bruxelles

Facebook: https://www.facebook.com/events/694273200693114/ eventoGIB

Pasta and drinks party at Zonneklop!

You are all invited to join us for some after work drinks, pasta and a bit of networking this Wednesday night at Zonneklop bar in Matonge, Ixelles.

The event is organised by a new Brussels based youth association – Giovani Italiani Europa asbl – an independent group focusing on youth unemployment and emigration of young people during the economic crisis.

The group is a network of young Italian professionals living and working in Brussels that organizes media and advocacy campaigns toward the EU institutions and Italian government.

We’re really interested to meet other young people who have interest in similar topics, especially people from youth associations.

– During the event you can win a romantic dinner for two at restaurant Via Balbi (Brussels) via our fundraising raffle.

For more info on our association check out more info in English here: http://giovanibruxelles.org/giovani-italiani-europa/

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26/01/2015 · 18:51